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 ITALIA - ITALIA - Espulsioni clandestini comunitari. Maroni, saremo più duri di Sarkozy. Replica: mancano solo i forni crematori
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21 agosto 2010 12:36
 
 In tema di immigrazione e' il momento di fare un passo in piu', per arrivare alla 'possibilita' di espellere anche i cittadini comunitari'. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni plaude all'espulsione dei rom decisa da Sarkozy, che in questo 'sta copiando l'Italia', sottolinea come la stessa strada sia stata scelta nel 2007 dal sindaco di Roma Walter Veltroni e, per il futuro, promette misure ancora piu' dure.
Intervistato dal Corriere della Sera, Maroni parla di 'espulsioni come per i clandestini, non rimpatri assistiti e volontari. Naturalmente - spiega - solo per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita. Molti rom sono comunitari ma non rispettano nessuno di questi requisiti'.
Durante la discussione per il pacchetto sicurezza in ambito europeo, ricorda il ministro leghista, 'fu proprio l'Italia a chiedere a Bruxelles la possibilita' di attivare questa procedura, ma il commissario Jacques Barrot, francese, rispose di no'. Adesso, assicura, 'torneremo alla carica. Il 6 settembre ne discuteremo a Parigi in un incontro con i ministri dell'Interno di diversi Paesi europei'.
'Le espulsioni dovrebbero essere possibili per tutti i cittadini comunitari, non solo per i rom', prosegue Maroni.
'Il problema semmai e' un altro: a differenza di quello che avviene in Francia, da noi molti rom e sinti hanno anche la cittadinanza italiana. Loro hanno diritto a restare, non si puo' fare nulla'.
Immigrazione e sicurezza, dice il ministro, non sono temi su cui chiedere la fiducia, perche' 'non abbiamo bisogno di nuovi provvedimenti legislativi. Tutti quelli che erano nel programma sono stati gia' approvati. Si tratta di dare loro piena attuazione, ma questo spetta al governo'.
Rom al contrattacco dopo l'intervento del ministro dell'Interno, Roberto Maroni: "Mancano solo i forni crematori ma siamo al genocidio culturale", si arrabbia Alexian Santino Spinelli, musicista, intellettuale e professore universitario di etnia rom. "La cosa peggiore - incalza - e' il silenzio che segue. Indicazione dei tempi che stiamo vivendo. In questo modo creeremo le barriere razziali". E dopo lo sfogo, Spinelli lancia una proposta di dialogo a Maroni: "il 7 ottobre a Strasburgo e il 18 novembre al Parlamento europeo di Bruxelles l'orchestra europea per la pace e l'Alexian Group terranno un concerto per ribadire che noi rom siamo un popolo di pace.
Noi invitiamo Maroni e pure Sarkozy. Se avranno il coraggio del confronto sono certo che verranno".
Maroni parla di espulsioni di quei rom che pure se comunitari non rispettanno le regole. "Questi sono tutti pretesti perche' e' chiaro - dice Spinelli - che se stessimo parlando di spagnoli o di inglesi il problema non si porrebbe nemmeno. Siccome i rom non hanno protezione giuridica riceviamo queste discriminazioni". E per chi non rispetta le regole? "E' chiaro - ammette l'artista rom - che anche tra i nostri ci sono parecchie pecche ma, se andassimo al di la' della cronaca e dessimo la giusta informazione, si capirebbe la ricchezza del nostro popolo. Dopo seicento anni di nostra presenza sul territorio vorrei sapere se Maroni sa qualcosa della nostra lingua romani'".
Occasioni di incontro, chiarimenti ce ne sono stati? "Nella scorsa legislatura - ricorda l'esponente dei rom - ci incontrammo con Giuliano Amato. E allora si gettarono le basi per una consulta romani'. Ma se ancora oggi i parlamentari e l'opinione pubblica ci considerano nomadi significa che si mistifica la realta'". E i colleghi italiani che posizione hanno? "Gli intellettuali che prendono posizione su qualsiasi argomento non intervengono su di noi e questo - osserva - e' perche' non arriva la giusta informazione".
 
 
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