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“E’ l’ora di fare pulizia”, e ammazza a Firenze Idy Diene. Ma per i media e la polizia non è razzismo
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Articolo di Marco Bazzichi *
6 marzo 2018 16:01
 
 Una volta trovati i soldi per le fioriere (per altro ieri ne è stata dimostrata una certa inutilità di fronte ad un eventuale attacco dell’isis), dovremmo forse pensare alla ragazza di 18 anni, figlia di Samb, che era stato ucciso in piazza Dalmazia, e che era stata adottata da Diene, ucciso ieri a Ponte Vespucci.
Ora chi mi conosce sa del mio sarcasmo, ma vorrei capire come mai da ieri c’è tutta questa corsa a negare che il razzismo abbia mosso la pistola dell’omicida. Sa enormemente di scusa non richiesta. E per capire le ragioni della rabbia dei cittadini senegalesi, devo ricordare che nei giorni successivi alla strage di piazza Dalmazia, polizia e Digos (avrei tanti colleghi da citare testimoni ma non lo farò per non metterli in difficoltà) a microfoni spenti, soprattutto, negavano che Casseri avesse ucciso per razzismo.
Per “fortuna”, si fa per dire, venne fuori che Casseri era di Casapound e allora soltanto di fronte ad una prova così oggettiva fu possibile spiegare il reale movente di quella strage.
Con l’assassino di ieri probabilmente questo non è possibile, anche se vorrei tanto sapere come mai La Nazione di oggi, nell’articolo dedicato a questo infame, titola con un virgolettato (“E’ l’ora di fare pulizia” – la follia di Pirrone su Facebook. Vi siete scordati di correggere il titolo?) di cui non c’è traccia nello stesso articolo.
Altro motivo della rabbia (si dice così no, in questi casi: “rabbia”?) dei cittadini senegalesi è che l’altra volta, nel 2011, alla sede del Consolato, all’indomani della strage, fu un gran via vai di autorità che chiedevano alla comunità lì presente di “non manifestare”, e che era il momento della preghiera e del dolore. Poi, com’è normale, queste richieste alla volemosebbene non furono ascoltate e ci fu, il sabato, quella grande manifestazione che tutti i fiorentini non appassionati di fioriere ricordano. C’era anche il Bersani sopra di 7 punti all’attuale Renzi.
Allora, ma ci vuole tanto a riportare il baricentro di queste vicende dal punto di vista delle vittime? Per Pamela è stato fatto, al punto che i giornali giustificano il decollo della Lega a Macerata come “condivisibile reazione” al suo omicidio. Bene, allora occupiamoci della moglie di Samb, che (ma tu pensa la coincidenza in una città di 380 mila abitanti) vede uccidere per strada colui che ne aveva adottato la figlia, e occupiamoci di quella ragazza che in un villaggio contadino del Senegal aspetta la terza salma da seppellire.

* giornalista, consulente Aduc
 
 
 
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