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Manifesto per l'accoglienza del Sinodo Valdese
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Articolo di Annapaola Laldi
3 ottobre 2018 11:27
 
 Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi 2018 (26-231 agosto 2018) ha fatto proprio il “Manifesto per l’accoglienza” approvato a inizio agosto dal Consiglio della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI). Un manifesto di nome e di fatto, perché esso viene fornito in un formato che può essere affisso sulla porta di ogni chiesa.
Presentandolo, il Pastore Luca Maria Negro, presidente della FCEI (Federazione chiese evangelcihe in Italia), ha esordito dicendo che “Da mesi ascoltiamo parole violente e cariche di rancore nei confronti degli immigrati, che nel cuore dell’estate sono state seguite da gesti xenofobi e razzisti verso italiani con la pelle nera, richiedenti asilo, rom. Come cristiani evangelici riteniamo che il limite della tollerabilità di questo linguaggio e di questi atteggiamenti sia stato ampiamente superato e per questo abbiamo deciso di lanciare il messaggio chiaro e forte che noi non ci stiamo”.
Tra le altre cose, Negro ha anche richiamato l’attenzione sull’esperienza positiva dei “corridoi umanitari” , un’iniziativa ecumenica condivisa tra FCEI, Tavola Valdese e Comunità di sant’Egidio, ideata a seguito del naufragio del 3 ottobre 2013 (NEV 2 ottobre 2018), che ha già fatto arrivare in Italia, tra il 2016 e il 2017, in modo perfettamente legale un buon numero di rifugiati soprattutto siriani. L'arrivo più recente - 75 persone - è avvenuto nel maggio scorso.

Ecco il testo integrale del Manifesto per l’accoglienza, che si compone di due parti, una basata sui riferimenti biblici, la seconda sugli impegni concreti che ne scaturiscono.
 
                                                                                     Questa è una chiesa che accoglie:

 «In quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me» (Matteo 25,40)
Dio si avvicina a noi come straniero: respingendo chi chiede il nostro aiuto chiudiamo la porta a Gesù che ci cerca e tende la sua mano.
 «Fui straniero e mi accoglieste» (Matteo 25,35)
Annunciamo che la fede in Cristo ci impegna all’accoglienza nei confronti del prossimo che bussa alla nostra porta in cerca di aiuto, protezione e cure.
«Nel giorno che Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio» (Genesi 5,1)
Affermiamo che ogni uomo, ogni donna, ogni bambino e ogni bambina sono creature di Dio, a sua immagine e somiglianza, e che pertanto non si possa discriminare nessuno a causa della sua pelle, della sua religione, della sua identità di genere. Ogni forma di razzismo è per noi un’eresia teologica.
 «Maledetto chi calpesta il diritto dello straniero» (Deuteronomio 27,19)
Siamo chiamati a difendere la vita, la dignità e i diritti di migranti, richiedenti asilo, rom, minoranze etniche e religiose e di quanti sono perseguitati ed emarginati.
«Non c’è qui né Giudeo né Greco… perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù» (Galati 3,28)
L’Evangelo di Cristo abbatte le differenze etniche e ci chiama a essere una Chiesa aperta all’incontro e allo scambio, in cui italiani e immigrati vivono insieme la fede cristiana.
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s’imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto… un Samaritano… vedendolo, ne ebbe pietà; avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui» (Luca 10,30.33-34) Apprezziamo e sosteniamo chi salva le vite dei migranti vittime dei traffici illegali e garantisce il soccorso umanitario nel Mediterraneo come sui passi alpini.
 
                                                                                                     e per questo:
 
Respingiamo la falsa contrapposizione tra accoglienza degli immigrati e bisogni degli italiani, perché un paese tra i più ricchi al mondo ha le risorse per garantire l’una e gli altri e perché sappiamo che, col tempo, anche i nuovi immigrati costituiscono una risorsa per un paese come l’Italia ad alto declino demografico.
Siamo impegnati a garantire corridoi umanitari a favore dei richiedenti asilo in modo che possano arrivare in Europa in sicurezza e legalmente. Lo facciamo ecumenicamente e nel rispetto delle normative europee.
Crediamo nella necessità dell’integrazione degli immigrati in una società accogliente, capace di promuovere l’incontro e lo scambio interculturale nel quadro dei principi della Costituzione.
Ci opponiamo alle politiche italiane ed europee di chiusura delle frontiere, di respingimento e di riduzione delle garanzie di protezione internazionale dei richiedenti asilo, tanto più quando fonti istituzionali delle Nazioni Unite attestano sistematiche violazioni dei diritti umani nei paesi di partenza e di transito.
A tutti – ma ancor di più a chi ha responsabilità istituzionali – chiediamo di adottare un linguaggio rispettoso della dignità dei migranti e di contrastare con gesti e azioni concrete atteggiamenti xenofobi e razzisti.
 Denunciamo e critichiamo la campagna politica contro gli immigrati e i richiedenti asilo che, a fronte di arrivi in diminuzione e perfettamente sostenibili in un quadro di solidarietà europea, esaspera e drammatizza il dibattito pubblico.
 Ci appelliamo alle chiese sorelle dell’Europa perché accolgano quote di richiedenti asilo e spingano i loro governi a promuovere politiche di condivisione dei flussi migratori in un quadro di solidarietà e responsabilità condivise. 
Ricordando la Parola dell’apostolo «Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo» (I Corinzi 13,1), affermiamo che l’amore di Dio per l’umanità è più forte dei nostri egoismi di individui e di nazioni e che noi siamo chiamati a testimoniarlo ogni giorno con gioia, speranza e fiducia.
 
 
Per informazioni: Mediterranean Hope – Programma rifugiati e migranti della FCEI, via Firenze 38, 00184 Roma, Italia
 
 
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