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L’irriverente organizza corsi di climbing in Africa, in Medio Oriente e in Asia
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Articolo di Vincenzo Donvito
29 maggio 2018 10:44
 
 Ha salvato un bambino di quattro anni che era rimasto sospeso nel vuoto da un balcone al quarto piano di un palazzo di Parigi. La scena é stata ripresa con il telefonino da alcuni passanti. Già soprannominato lo spiderman francese, Mamoudou Gassama, 22 anni, é arrivato dal Malì lo scorso settembre. Il presidente francese Emmanuel Macron gli ha concesso la cittadinanza.
La notizia e le immagini hanno fatto il giro del mondo.
Noi, oltre che irriverenti, siamo anche per un’ampia politica di accoglienza di chi dal terzo e quarto mondo chiede l’aiuto dei nostri Paesi diventati ricchi grazie anche alla loro povertà. Bella idea, ma di difficile attuazione, ché in questo momento, in tutta Europa, sta montando una tendenza opposta ai nostri desideri: si sa, spesso l’umano non vede oltre il proprio naso e il proprio giardino, gli manca la lunga prospettiva anche per i piu’ prossimi come i figli. Vedremo, dovremo tutti meglio argomentare e fare i conti per far capire che 2+2 fa sempre 4, e che questo 4 non può essere avulso da ciò che accade in Myanmar quanto in Siria o Malì. Grossomodo quello che si deve cercar di far capire a quelli che credono che l’Ue non sia ricchezza, prosperità e felicità. Ma intanto, dobbiamo anche noi irriverenti vivere alla giornata e cercare di trarre beneficio dagli accadimenti quotidiani.
Dopo i fatti parigini, crediamo che sia chiaro che, per convincere le autorita’ che i migranti servono, occorre che questi ultimi mettano in pratica tutte le cose che sanno fare. Ecco perche’ abbiamo fatto domanda, presso tutte le camere di commercio dei Paesi piu’ disgraziati del mondo per aprire palestre di climbing (scalata -fa più fico dirlo in inglese). Africa, Medio Oriente, Asia: ecco le terre del nuovo business, pulito, onesto, con risultati certificati visto quanto accaduto a Parigi. Certo, non e’ per tutti, bisogna essere giovani e prestanti, ma da cosa nasce cosa, e i vari ricongiungimenti famigliari fanno il resto.
Ouagadougou – gym pour l’escalade, Boulevard Voltaire. Questo l’indirizzo del nostro centro nella capitale del Malì.
Rangoon – climbing gym, Gandhi Avenue. Questo l’indirizzo del nostro centro nella capitale del Myanmar (noto anche col vecchio nome coloniale di Birmania)
Damasco – climbing gym, viale Hussein. Questo l’indirizzo del nostro centro nella capitale della Siria.
E cosi’ via...
Finalmente i vari disgraziati del mondo hanno trovato un mezzo sicuro, non solo per essere accolti nei Paesi cosiddetti ricchi, ma per diventarne cittadini a tutti gli effetti. Altroché quei disgraziati che devono stare per dieci anni come residenti e in buona condotta (che se scalano un palazzo senza salvare un bambino, come minimo vengono accompagnati alla frontiera) per -forse- farsi dare una qualche cittadinanza o residenza permanente. Finalmente s’e’ trovato il metodo.
Ridiamoci sopra, ma riflettiamo. Quante altre occasioni abbiamo dato a queste persone perche’ possano farci capire di essere utili alla nostra società e alla nostra economia, e non solo messi in campi-lager o rispediti nelle mani di mercanti senza scrupoli? Non tutti possono scalare un palazzo a Parigi e -culo- avere un bimbo da salvare. Ma quante altre occasioni non abbiamo offerto, a partire da una semplice constatazione: i migranti ci sono.
 
 
 
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