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 MONDO - MONDO - Consiglio diritti umani Onu esprime riserve sull'Italia in merito a asilo e xenofobia
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10 febbraio 2010 9:17
 
Con l'intervento del sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, e' iniziato ieri al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite di Ginevra l'esame del rispetto di questi ultimi nel nostro Paese. In attesa delle "raccomandazioni" - i voti - che l'11 febbraio saranno adottati dall'Assemblea di Ginevra, Scotti, rispondendo al fuoco di fila dei delegati dei 47 Paesi membri, ha delineato l'impegno del governo sui temi piu' delicati: lotta al razzismo, alla xenofobia e all'incitazione all'odio, le politiche nazionali dell'immigrazione, l'integrazione della minoranza Rom e la liberta' di stampa.
Scotti ha rivendicato i passi avanti compiuti dal nostro Paese in materia preannunciando, tra l'altro, la costituzione di una Commissione Indipendente per la Promozione e la Protezione dei Diritti Umani, "una sorta di authority" su cui stanno lavorando il governo e il parlamento.
Ai delegati che ripetutamente hanno toccato il tasto del diritto di asilo, il sottosegretario ha spiegato che "la politica italiana del ritorno ai paesi d'origine degli immigrati fermati in alto mare e' prevista dalle leggi internazionali" mentre se "il migrante si trova a bordo di una nave italiana ed esprime l'intenzione di chiedere asilo o altre forme di protezione internazionale e' portato in Italia". Per il governo e' determinante non abbassare la guardia "contro i trafficanti di esseri umani" il cui "commercio va fermato".
Resta ferma per l'Italia l'ostacolo insormontabile a sottoscrivere "la 'Convenzione Onu sui diritti dei lavoratori migranti' (piu' volte citata dai rappresentanti dei 47 Paesi membri), perche' - ha spiegato Scotti - va adottata insieme ai partner dell'Ue" e "finora nessuno dei 27 l'ha ratificata". Da ultimo c'e' il problema che il documento Onu "non fa distinzione tra immigrati regolari e irregolari", un elemento discriminante per il governo italiano, ha sottolineato il sottosegretario. Un riferimento particolare e' stato fatto da Scotti al nuovo sistema del cosiddetto 'permesso di soggiorno a punti', che "garantisce dopo un periodo di test un'integrazione stabile".
Molti delegati del Cdu hanno centrato il loro intervento sull'integrazione della minoranza rom e sinti. Scotti ha ricordato "che il governo ha stigmatizzato gli atti di violenza registratisi recentemente, che sono oggetto di indagini dell'autorita' giudiziaria". L'esecutivo, ha rivelato il sottosegretario ha speso solo nel 2009 "85 milioni di euro per le politiche di integrazione" delle due comunita'.
L'obiettivo e' "quello di creare una citta' interetnica" che armonizzi gli inserimenti esteri, ha chiarito Scotti, che ha citato ad esempio il caso di Bologna.
Il sottosegretario ha poi sgombrato ogni dubbio sugli aspetti apparentemente piu' controversi del cosiddetto 'pacchetto sicurezza', smentendo - come invece e' stato lamentato da molti Paesi membri - che "non vi e' in Italia alcun obbligo per i funzionari pubblici di, ad esempio negli ospedali e nelle scuole, denunciare gli immigrati irregolari alla polizia" Molti a Ginevra i riferimenti alle "incitazioni all'odio razziale" espresse da alcuni politici locali italiani. Su questo punto Scotti ha ribadito che la "legislazione italiana definisce questi comportamenti come un reato. Per esempio in due recenti casi il sindaco di Verona (Flavio Tosi) e' stato appunto condannato per aver fatto propaganda razzista e il vicesindaco di Treviso (Giancarlo Gentilini), per istigazione all'odio razziale". Elementi su cui sta indagando la giustizia italiana, ha aggiunto il sottosegretario, anche nelle violenze di Rosarno, del 7 gennaio scorso.
Alcuni delegati hanno espresso preoccupazione per la liberta' di stampa, sia per le minacce ai giornalisti che per le concentrazioni editoriali specialmente nel settore tv.
Scottia tale proposito ha rammentato l'"impegno delle forze dell'ordine, per assicurare al piu' alto livello la protezione " dei reporter, e ha ricordato come il settore radiotelevisivo sia stato "regolamentato" nel 2004.
Insoddisfatta del rispetto dei diritti umani in Italia si e' detta Amnesty International. Secondo il portavoce Riccardo Noury nel nostro Paese si assiste a "un continua erosione dei diritti delle minoranze, dei migranti e di quanti cercano asilo". In particolare su quest'ultimo punto Amnesty denuncia il patto sottoscritto tra Italia e Libia che priva i "profughi della possibilita' di chiedere asilo".
 
 
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