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 U.E. - U.E. - Parlamento Europeo: operazione Frontex non sufficiente contro morti in mare
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Notizia 
4 luglio 2007 0:00
 
Ogni anno attraversano il Mediterraneo 100-120 mila immigranti clandestini, 35 mila dei quali provenienti dall'Africa subsahariana, 55.000 dal sud e dall'est del Mediterraneo e altri 30.000 da paesi asiatici e mediorientali. Negli ultimi dieci anni sono morte almeno diecimila persone nel tentativo di arrivare alle coste meridionali del Mediterraneo. Davanti a queste cifre e alle notizie drammatiche che si susseguono, la commissione liberta' civili del Parlamento europeo ha organizzato un'audizione, per discutere anche di quali iniziative adottare per far si' che chi viaggia sulle carrette del mare venga effettivamente assistito nel caso di naufragio, che vengano rispettati i diritti fondamentali. Durante l'audizione esperti e rappresentanti dei paesi piu' interessati al fenomeno della migrazione, inclusi quelli della sponda sud del Mediterraneo, hanno discusso del ruolo dell'Ue, della necessita' di introdurre forme di condivisione della responsabilita' per l'assorbimento dei clandestini, e del ruolo di Frontex, l'agenzia Ue per il controllo delle frontiere. Giusto Catania (Prc), vicepresidente della commissione Libe, ha osservato che dall'audizione 'e' emerso che le operazioni Frontex sono inutili e non adeguate a salvare la gente che tenta di giungere in Europa'. L'eurodeputato ha sollecitato una modifica della missione di Frontex che 'effettuando i respingimenti in mare, spesso opera in violazione dei trattati e delle convenzioni internazionali'. Anche Fulvio Vassallo Paleologo, dell'Universita' di Palermo, ha indicato la necessita' di chiarire la base legale sulla quale Frontex opera e le sue regole d'ingaggio. Catania ha criticato l'assenza all'audizione di un rappresentante di Frontex e dell'Italia 'unico Paese del bacino del Mediterraneo che ha declinato l'invito', una scelta che l'europarlamentare ha definito 'irrispettosa e politicamente sbagliata'.
Paolo Artini, responsabile regionale per la protezione dell'alto commissario Onu per i rifugiati (Unhcr), ha spiegato che il flusso di migranti via mare verso l'Italia e Malta proviene soprattutto dall'Africa: Somalia, Eritrea, Etiopia, Sudan, Darfur. Un'azione congiunta fra agenzie puo' migliorare l'accoglienza e facilitare la distinzione fra chi richiede asilo e migranti, ha spiegato Artini, che ha citato il progetto a Lampedusa e in Sicilia del ministro dell'Interno col finanziamento Ue, al quale collaborano l'Unhcr, la Croce rossa italiana e l'organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), attivo da pochi giorni. Il team composto da tre funzionari e tre interpreti e' impegnato a dare informazioni e supporto ai nuovi arrivati a terra.
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