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 MAROCCO - MAROCCO - Marocco. Rabat. Ferrero-Waldner: conferenza e' "nuovo tipo di dialogo"
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Notizia 
10 luglio 2006 0:00
 
La Conferenza euro-africana su immigrazione e sviluppo che si apre oggi nella capitale marocchina, rappresenta "un nuovo tipo di dialogo" per affrontare "la questione delle migrazioni che e' per definizione transfrontaliera": lo ha detto oggi Benita Ferrero-Waldner, Commissario europeo per le relazioni esterne, incontrando la stampa prima dell'inizio dei lavori della riunione di Rabat.
Per la prima volta, ha sottolineato Ferrero-Waldner "si procede con un approccio comprensivo e globale" del fenomeno dell'immigrazione, che tenga conto "degli interessi dei paesi di provenienza, di transito e di destinazione" delle popolazioni migranti.
La responsabile europea ha sottolineato che questo modo di affrontare la questione immigrazione va al di la' "della semplice protezione delle frontiere, e della cooperazione poliziesca e giudiziaria", giacche' "sul lungo periodo cio' che conta e' il rapporto tra sviluppo e immigrazione". Ferrero-Waldner ha anche annunciato l'adozione, da parte della Commissione europea di un programma di assistenza per 2,45 milioni di euro destinati alla Mauritania, diventato uno dei principali paesi di transito dei candidati all'immigrazione clandestina in transito verso l'arcipelago spagnolo delle Canarie.
Una delle dimensioni alle quali "non si puo' rinunciare" in questo approccio globale a questo fenomeno migratorio - ha precisato Ferrero-Waldner - e' il rispetto dei diritti umani di coloro che sono vittime delle reti di trafficanti di esseri umani".

Un "primo passo, molto importante", per affrontare "in modo unitario" le questioni legate all'immigrazione legale e clandestina. E' così che il sottosegretario agli Esteri Ugo Intini descrive la Conferenza euroafricana di Rabat.
Presente nella capitale marocchina in rappresentanza dell'Italia, Intini ricorda infatti ad Aki-Adnkronos International come sia "la prima volta che si realizza, a proposito di immigrazione, una politica europea unitaria insieme ai Paesi del Nordafrica". Al di là dei programmi concreti, che vanno dall'aumento della collaborazione fra le autorità per lo scambio di informazioni agli aiuti per lo sviluppo diretti ai Paesi d'origine, Intini tiene a sottolineare l'importanza "politica" di un simile evento. "Finalmente si è giunti a considerare l'immigrazione non solo come una questione di ordine pubblico - ci dice da Rabat - ma anche come un fattore di importanza politica ed economica. Per questo va affrontata dagli Stati di origine insieme a quelli di transito e di arrivo". Motivo per cui allo stesso tavolo, e con un'agenda comune, siedono trenta Paesi europei e 28 africani. Tra questi manca l'Algeria, probabilmente più per dissapori con il Marocco che per dimostrare una mancata volontà alla collaborazione.
Voluta fortemente da Spagna e Francia, "che hanno così favorito una politica europea comune" accelerata dall'emergenza umanitaria scoppiata l'anno scorso nell'enclave spagnole in Marocco di Ceuta e Melilla, e più di recente nelle isole Canarie, la conferenza in corso a Rabat affronta le rotte occidentali percorse dai clandestini. "Esistono quattro direttrici del traffico degli immigrati - aggiunge Intini - Le prime due, delle quali si discute in questi giorni a Rabat, riguardano l'Africa occidentale. Le altre due riguardano invece l'Egitto, la Libia, i Paesi del Sahel, insomma l'Africa orientale. E sono queste rotte che interessano maggiormente all'Italia". Proprio per questo, dopo Rabat è prevista una seconda conferenza, o comunque un evento che dia la possibilità di affrontare questioni che riguardano l'Italia come Paese d'arrivo. Comunque sia, nella due giorni marocchina Roma conferma di essere "una parte importante di questo processo, di questo approccio politico e socio-economico alla questione dell'immigrazione". Un metodo, ci spiega il sottosegretario agli Esteri, che verra' appunto 'esportato' anche nei rapporti con i paesi dell'Africa orientale.

Misure di garanzia per rifugiati e migranti nei controlli alle frontiere; formazione e istruzioni chiare per il personale di frontiera e i funzionari dell'immigrazione; adeguati accordi di accoglienza che garantiscano le necessita' fondamentali delle persone coinvolte nei flussi misti. Questi alcuni dei punti essenziali del piano d'azione per la tutela dei diritti di rifugiati e migranti, illustrato dall'Alto commissario delle nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), António Guterres, nel corso della Conferenza.
Guterres ha osservato che gli attuali spostamenti di popolazione dall'Africa verso l'Europa, a causa del loro carattere irregolare, pongono una serie di sfide agli stati africani ed europei. L'Alto Commissario ha quindi esortato a prestare una "particolare attenzione" al fenomeno dei cosiddetti "flussi misti" nell'ambito dei quali si spostano sia migranti che rifugiati, seguendo rotte e modalita' di trasporto simili. Tali spostamenti vengono definiti "irregolari" poiche' spesso avvengono senza la necessaria documentazione e di frequente coinvolgono trafficanti di esseri umani. "Se da un lato- spiega Gutierres- riconosciamo le difficolta' che tali spostamenti pongono agli stati in termini di sicurezza locale e nazionale, dobbiamo allo stesso tempo far si' che le misure prese per arginare l'immigrazione irregolare non impediscano ai rifugiati di ottenere la protezione internazionale di cui hanno bisogno e alla quale hanno diritto".
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