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Notizia
27 ottobre 2006 0:00
Le autorita', prefettura e Comune di Milano, stanno cercando una sistemazione per una ottantina di profughi eritrei e etiopi che la sera del 26 ottobre a Milano avevano occupato un'ala di un convento di suore benedettine in via Kramer, nel centro storico della citta' e che stamattina all'alba sono stati fatti uscire dalle forze dell'ordine. Gli immigrati, secondo quanto si e' appreso, hanno lasciato i locali senza alcuna resistenza.
Si tratta di un gruppo di immigrati dal corno d'Africa, tutti in possesso del permesso di soggiorno per motivi umanitari, e alcuni di loro anche dello status di rifugiato politico, che da tempo sono accampati, in condizioni di grande degrado, in una ex caserma di Viale Forlanini e nei giardini di Porta Venezia. Dell'emergenza si stanno occupando funzionari della Provincia, dell'ufficio stranieri del Comune e le varie associazioni di volontariato, come la Caritas, che seguono questo tipo di tematiche.
La situazione di questo gruppo di immigrati e' peraltro al centro di un tavolo di concertazione in Prefettura che si e' aperto giovedi' scorso dopo le pressanti richieste della Cgil di Milano, che il 9 ottobre scorso aveva convocato una conferenza stampa.
"Prima che diventi una crisi di ordine pubblico, prima che Milano debba vivere la ripetizione di quanto accaduto nel novembre scorso con l'occupazione da parte di rifugiati politici eritrei e somali e il successivo sgombero, durante le festivita' natalizie, della palazzina di via Lecco" aveva ammonito la Camera del Lavoro ricordando che dopo quasi un anno dall'emergenza, "a Milano la situazione e' di nuovo esplosiva con centinaia di immigrati dal corno d'Africa, dalle 200 alle 250 persone secondo le stime sindacali, tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno in Italia per motivi umanitari che vivono accampati all'addiaccio nei giardini di corso Venezia e nei locali fatiscenti di una ex caserma di viale Forlanini in condizioni estremo degrado senza acqua ne' energia elettrica".
"Nell'incontro di giovedi' - ha detto oggi la responsabile per i problemi dell'immigrazione della Cgil Graziella Carneri - il Comune si era impegnato a ricercare una soluzione, attraverso l'Anci titolare del piano nazionale per l'asilo facendo presente che la maggior parte degli immigrati rifugiati deve essere sistemato fuori dalla citta' di Milano. Ma comunque di questa emergenza si era almeno cominciato a parlare con qualche speranza di risolverla, almeno con soluzioni temporanee, prima dell'arrivo del grande freddo invernale". La notte scorsa, evidentemente, una ottantina di questi rifugiati ha ritenuto di non poter aspettare oltre e ha deciso di occupare una porzione di un convento di clausura.
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