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Notizia
13 maggio 2008 0:00
La leggera ripresa della natalità in Grecia, dove si registra uno dei tassi di fecondità piú bassi in Europa, non aiuterà certo a fermare l'invecchiamento precoce della popolazione, ma è pure sempre qualcosa. Per la prima volta dal 1995, annuncia oggi l'Istituto di statistica ellenico (Esye) in un comunicato, il numero di nascite ha superato quello delle morti nel 2005 (con piú 2.454) e nel 2006 (con piú 6.566). Il tasso di natalità in Grecia, sceso al minimo storico nel 2001 (con 9,3 nati ogni mille abitanti), ha ritrovato nel 2006 la media del 1991, cioè 10,1 per mille, mentre il tasso di fecondità (il numero di bambini per donna) è leggermente aumentato, attestandosi all'1,41 nel 2006 (era dell'1,34 nel 2005 e dell'1,32 nel 1995). L'aumento della popolazione, che si è stabilita a 11.171.740 persone nel 2006, dipende soprattutto all'immigrazione, mentre la percentuale di ultrasessantacinquenni non smette di crescere, formando il 18,5% del totale dei greci nel 2006, un aumento del 28,6% in confronto al 1995. I bambini, tra 0 e 14 anni rappresentano invece il 14,3% della popolazione, in diminuzione in rapporto a 18 anni fa. Allo stesso tempo l'aspettativa di vita si è allungata di due anni, dal 1995, passando da 75 a 77 per gli uomini e da 80 a 82 per le donne. Secondo le previsioni dell'Esye, infine, la Grecia nel 2050 sarà popolata per il 31,5% da ultrasessantacinquenni, con il 12% di bambini e un 56,4% di popolazione attiva (da 15 a 64 anni).(
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