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 ITALIA - ITALIA - Giornata mondiale del migrante e rifugiato: documentario sulle violenze in Libia
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Notizia 
18 gennaio 2010 9:59
 
La 96esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che accade dopo i fatti di Rosarno, e' occasione per fare il punto su una serie di recenti pubblicazioni editoriali e audiovisive sul tema.
Ha avuto il patrocinio di Amnesty International lo sconvolgente documentario di Gabriele Del Grande, Stefano Liberti, Boris Sollazzo, Dario Zonta, 'Come un uomo sulla terra' che ha svelato le violenze subite dai migranti arrestati e respinti in Libia, denunciando i risvolti degli accordi Italia-Libia sul contrasto all'immigrazione irregolare. Uscito in dvd, contiene immagini dure e che indignano su cio' che accade in Libia alle persone intercettate nel Mar Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l'Europa in fuga da conflitti armati, poverta' estrema, persecuzione, torture. Stessa tematica nel libro 'Sogni di sabbia. Storie di migranti' (Infinito edizioni) che racconta con foto belle quanto drammatiche dell'algerino Kays Djilali come non tutti i viaggi terminino con la destinazione sognata, e non tutti quelli che partono riescano a realizzare il loro progetto. Partiti dal Congo, dal Niger, dal Mali, dal deserto del Sahara, sono tanti, sempre di piu', quelli che non vedranno mai l'Europa, bloccati nei Paesi del Maghreb.
Ma prima di diventare migranti, irregolari o clandestini, sono persone e per questo i diritti d'autore del libro, con testi di Gad Lerner, andranno al Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (CISP), una ong che si occupa di diritti di migranti.
Gabriele Del Grande e' anche autore di 'Mamadou va a morire', la strage dei clandestini nel Mediterraneo (Infinito edizioni), che e' alla seconda edizione e che ha avuto in questi giorni il sostegno di Emergency, di don Virginio Colmegna di Milano e di Peacereporter: si tratta di un primo reportage in Italia che racconta le vittime dell'immigrazione clandestina, l'invasione che non c'e' e i nuovi gendarmi di un cimitero chiamato Mediterraneo: dal 1988 oltre 12.000 giovani sono morti tentando di espugnare la fortezza Europa. Vittime dei naufragi, del Sahara, degli incidenti di tir carichi di uomini, delle nevi sui valichi, dei campi minati e degli spari della polizia. Mamadou va a morire e' il racconto di un giovane giornalista che ha seguito le rotte dei suoi coetanei lungo tutto il Mediterraneo, dalla Turchia al Maghreb e fino al Senegal, nello sforzo di custodire i nomi e la memoria di una generazione intera.
E' un documentario, in dvd, Laterra (e)strema, viaggio su quello che avviene nelle campagne di Cassibile (Siracusa) per la raccolta stagionale, braccianti improvvisati che subiscono tutte le contraddizioni di un territorio difficile e di un sistema profondamente in crisi, quello dell'agricoltura, emblematico anche per quello che avviene ed e' avvenuto a Castelvolturno per i pomodori, a Rosarno per le arance. Nel documentario non ci sono solo i migranti ma anche altri protagonisti: il piccolo produttore che diviene bracciante di se stesso, strozzato da un mercato senza regole, ricattato da imposizioni di prezzo che lo costringono ad indebitarsi, ed il bracciante straniero costretto a lavorare sottopagato e senza casa. Girato da Enrico Montalbano, Angela Giardina e Ilaria Sposito che per due anni hanno indagato le pieghe nascoste del caporalato.
'I migranti - scrive Marco Rovelli a proposito di Rosarno in un capitolo di 'Servi - Il paese sommerso dei clandestini al lavoro', uscito per Feltrinelli - sono l'anello debole di questa catena: e' anzitutto su di loro che si riversa la crisi generalizzata prodotta sul territorio dall'egemonia criminale (che ovviamente non esita a usarli al gradino piu' basso della catena, per spaccio o prostituzione). Un latifondista ha raccontato a don Pino Demasi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi, parroco a Polistena e referente per la Piana di Gioia Tauro dell'Associazione 'Libera' che la 'ndrangheta stabilisce anche la paga giornaliera dei migranti, che impone una sorta di calmiere in base ai gruppi 'etnici': i maghrebini, i rumeni e i bulgari, i rom, i subsahariani'. Vicende raccontate anche in un libro di cui si e' parlato molto nei giorni degli scontri in Calabria: Gli africani salveranno Rosarno (ed.Terrelibere.org), frutto del lavoro dell'Osservatorio migranti Africalabria.org. (Ansa)
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