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 ITALIA - ITALIA - Englaro. Berlusconi (alla festa per la principessa Nicoletta): stiamo per intervenire
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Notizia 
5 febbraio 2009 0:00
 
Il governo sta pensando di intervenire sul caso di Eluana Englaro. L'ha annunciato il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, lasciando Palazzo Odescalchi dove ha partecipato a una festa organizzata dalla principessa Nicoletta. A chi gli domandava le intenzioni che avesse il governo, il premier ha infatti risposto: "Stiamo lavorando per intervenire".    

PROCURA UDINE CONVOCA MEDICO DE MONTE E AVV.CAMPEIS
- Il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, ha convocato l'anestesista Amato de Monte e l'avv. Giuseppe Campeis riguardo alla vicenda di Eluana Englaro. De Monte e' il responsabile dell'equipe medica che si e' dichiarata disponibile ad attuare il decreto della Corte di Appello di Milano per l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana. Campeis e' l'avvocato che, per conto della famiglia Englaro, ha seguito la preparazione del protocollo che prevede l'attuazione del decreto e regola i rapporti fra la casa di riposo La Quiete, l'Azienda Sanitaria 4 Medio Friuli e l'associazione 'Per Eluana' costituita la scorsa settimana a Udine per l'attuazione del decreto. Sui motivi e la natura giuridica della convocazione viene mantenuto il riserbo totale; si e' solo saputo che De Monte e Campeis saranno negli uffici della Procura oggi.    

STOP DA REGIONE, MA MEDICI VANNO AVANTI
- L'assessore alla sanita' della Regione Friuli Venezia Giulia da' lo stop alla casa di riposo 'La Quiete' di Udine, dove da ieri e' ricoverata Eluana Englaro, ma la struttura sanitaria replica subito e dice di voler andare avanti nell'attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano, in sintonia con i sanitari che assistono la donna. 'Fino a quando saremo nella legalita' non ci fermeremo', spiega l'avvocato della famiglia Englaro, Giuseppe Campeis. E' la sintesi dello scontro che e' esploso ancora una volta sulla tormentata e dolorosa vicenda della donna in coma da 17 anni. E' successo tutto in serata, a Roma, dove l'assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, da sempre contrario all'interruzione dell'alimentazione ad Eluana, ha incontrato il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, manifestando le proprie riserve - ha riferito Roccella - sull'idoneita' della casa di riposo udinese e sulla possibilita' di affidare Eluana all'associazione 'per Eluana', sorta la scorsa settimana per l'applicazione del decreto dei magistrati lombardi. La volonta' della Quiete di andare avanti e' stata manifestata con una lettera scritta alla Regione nel pomeriggio. E Carlo Alberto Defanti, il neurologo che segue Eluana fin da quel tragico incidente stradale del 1992, ha confermato che la procedura - prevista e disciplinata dalla sentenza - potrebbe partire gia' domani o, al massimo, venerdi'. 'Non e' possibile sapere se Eluana soffrira' o meno - ha aggiunto - ma allo stato attuale della ricerca medica la risposta e' no'. 'Noi - ha aggiunto Campeis da Graz (Austria), dove si trovava per lavoro - ci fermeremo nel momento in cui c'e' qualcosa di illegittimo o di illegale nella procedura o se, per ipotesi assurda, uscisse un provvedimento normativo che qualifica la condotta che stiamo tenendo come penalmente rilevante'. Gia' a dicembre un atto d'indirizzo del Ministro Maurizio Sacconi aveva letteralmente fermato l'ambulanza partita da Udine per andare a prelevare Eluana nella clinica di Lecco. Nelle parole di Campeis e' ritornata l'ombra di eventuali interventi legislativi o normativi e lo stesso Campeis domani mattina, insieme all'anestesista Amato De Monte, che guida l'equipe sanitaria che segue Eluana a Udine, sara' alla Procura della Repubblica del capoluogo friulano, convocato dal Procuratore, Antonio Biancardi. Sui motivi e la natura giuridica della convocazione il riserbo e' totale. L'incontro di Roma e' servito anche a chiarire a Roccella i rapporti tra La Quiete, l'Azienda sanitaria di competenza, la 'Medio Friuli', e l'associazione 'per Eluana', definiti in un protocollo messo a punto nei giorni scorsi dai tre soggetti. 'Il 'protocollo di morte' per Eluana Englaro e' inapplicabile', ha detto Roccella al termine dell'incontro ribadendo che il decreto della Corte di Appello di Milano 'e' sostanzialmente incompatibile con le regole del Servizio sanitario nazionale'. A Udine, intanto, proseguono le manifestazioni delle associazioni cattoliche 'affinche' Eluana possa continuare a vivere'. Ieri un centinaio di persone della Comunita' Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, ha manifestato davanti alla Quiete. 'Si vuole tornare alla cultura di Sparta - ha detto il responsabile generale, Giovanni Poalo Ramonda - dove solo i forti vivevano. Noi invece vogliamo essere la voce di chi non ha voce'. Nel precisare 'che siamo giunti alla mostruosita' dell'amore che uccide', i manifestanti della Comunita' Giovanni XXIII hanno chiesto che 'a papa' Beppino venga revocata la tutela della figlia perche' il suo comportamento va contro la Costituzione che tutela la salute e il diritto alla vita'.    
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