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 ITALIA - ITALIA - Ddl 'anti-stupri'. Fini: immigrato non vuol dire criminale
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Notizia 
21 febbraio 2009 0:00
 
Dodici articoli (piu' uno relativo alla copertura finanziaria), tre ministeri coinvolti, un confronto a piu' riprese con il Quirinale: il decreto legge anti-stupri approvato dal Cdm e' stato messo a punto in una settimana, recependo in parte norme gia' approvate dal Parlamento - e' il caso dello stalking - e anticipandone altre.
MODIFICHE AL CODICE PENALE: E' previsto l'ergastolo in caso di omicidio commesso a seguito dei delitti di violenza sessuale o di gruppo, atti sessuale con minorenne, atti persecutori.
MODIFICHE AL CODICE DI PROCEDURA PENALE: L'obbligatorieta' della custodia cautelare in carcere e' estesa ai delitti di prostituzione e pornografia minorile, turismo sessuale, violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, violenza di gruppo. E' previsto, anche, l'arresto in flagranza per violenza sessuale e di gruppo, con la conseguente possibilita' di procedere con rito direttissimo e celebrare il processo nell'arco di 48 ore.
MODIFICHE ALL'ORDINAMENTO PENITENZIARIO: I condannati per i delitti di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e violenza sessuale di gruppo non possono usufruire dei benefici penitenziari previsti dalla legge Gozzini. GRATUITO PATROCINIO: Tutte le vittime di violenza sessuale, a prescindere dal reddito, possono avvalersi del patrocinio legale a spese dello Stato.
LOTTA ALL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: consente di estendere il tempo di trattenimento dei clandestini nei Centri di identificazione ed espulsione dagli attuali 2 mesi a 6 mesi.
CONTROLLO DEL TERRITORIO: e' l'articolo piu' complesso e prevede un 'piano straordinario' d'intervento in quattro punti: l'assegnazione al Viminale fino a 100 milioni di euro, provenienti dai fondi confiscati alla criminalita' organizzata e depositati in uffici bancari e postali; l'assunzione, entro il 31 marzo, di 2.500 unita' di personale delle forze di polizia (dai bacini dei volontari a ferma breve e a ferma prolungata); l'utilizzo, da parte dei comuni di sistemi di videosorveglianza in luoghi pubblici e aperti; la regolamentazione delle ronde, a cui sono dedicati 4 degli 8 commi dell'articolo. 'I sindaci, previa intesa con il prefetto, possono avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare agli organi di polizia locale, ovvero alle forze di polizia dello Stato, eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale' e' scritto. Le associazioni sono iscritte in un apposito elenco tenuto a cura del prefetto stesso. Sara' pero' un ulteriore decreto del Viminale 'da emanare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del dl, a determinare gli ambiti operativi'. E il nuovo decreto fissera' i requisiti per l'iscrizione nell'elenco. Infine, tra le associazioni iscritte negli elenchi, 'i sindaci dovranno avvalersi in via prioritaria di quelle degli appartenenti, in congedo, a forze dell'ordine, nonche' delle forze armate e degli altri corpi dello Stato'.
REATO DI ATTI PERSECUTORI (Art. 7-12): sono gli articoli che recepiscono il disegno di legge sullo stalking, per sanzionare 'minacce e molestie reiterate che potrebbero degenerare in violenza sessuale o omicidio'. Previsto il carcere da 6 mesi a 4 anni ma la pena puo' aumentare se il fatto e' commesso da ex partner o nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili (minori, donne in gravidanza, disabili). Il dl introduce inoltre la possibilita' per la persona offesa di chiedere al questore l'ammonimento dell'autore della molestia, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e un numero verde a favore delle vittime.    

'E' sbagliato dire integrazione o... Non c'e' alternativa all'integrazione'. E' la posizione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenuto al Cnel alla presentazione di un rapporto sugli immigrati. 'L'unica alternativa - ha aggiunto Fini - diventa la sconfitta, l'incapacita' della societa' italiana a guidare un processo. Bisogna abituarsi all'idea di immigrazione non di colui che viene a lavorare in Italia ma ad una immigrazione di nuclei familiari'. Senza l'integrazione, per il presidente della Camera, 'il danno non sarebbe solo per gli immigrati ma anche per gli italiani, per i loro valori e i loro tenori di vita. L'alternativa all'integrazione e' l'aumento delle fobie, delle paure, delle intolleranze, di una regressione civile di cui l'Italia deve temere le conseguenze e che le istituzioni devono contrastare'. Inoltre, l'integrazione sarebbe anche 'il modo migliore per onorare la nostra storia nazionale. Nella nostra identita' nazionale ci sono anche le foto degli immigrati a Ellis Island'. Infine, Fini auspica 'un'integrazione non solo formale ma sostanziale, comprensiva delle identita' altrui e di una politica per una cittadinanza sociale in vista di quelle riforme che giungano ad una cittadinanza politica'.   
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