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 U.E. - U.E. - Dati etnici: breve panoramica europea
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Notizia 
6 febbraio 2010 13:49
 
Il 5 febbraio, un comitato francese di esperti ha divulgato le proprie conclusioni in materia di uso dei dati etnici, e Libération ne trae spunto per fare un confronto tra Stati europei. 
Francia: il rapporto escluderebbe il ricorso a criteri etnici nelle grandi indagini statistiche pubbliche, e propone di limitare questi dati a studi ben circoscritti, effettuati da ricercatori. La legge attuale francese vieta l'utilizzo nelle statistiche di dati sensibili, come la religione o le origini etnico-razziali, ma sono possibili deroghe in funzione degli obiettivi, soprattutto scientifici, delle ricerche.
Gran Bretagna: la legge autorizza la compilazione dei dati e non è prevista nessuna restrizione, tanto che appaiono esplicitamente negli studi dell'Ufficio statistico. La giustificazione è che si vogliono evitare discriminazioni tra i vari gruppi etnici, valutando l'impatto delle politiche pubbliche su ciascuno di loro.
Olanda e Grecia: ci sono analogie con Londra. L'utilizzo dei dati etnici non è vietato all'Aja, che li autorizza in materia di criminalità. Ad Atene, dove sono autorizzati a scopo statistico, non ci sono problemi; i dati possono essere raggruppati per categoria ed essere pubblicati, purché non venga divulgato il nome delle persone. 
Romania: l'unico studio che compila i dati relativi all'etnia della popolazione è il censimento.
Spagna: i principali organismi ufficiali che conducono indagini statistiche non prendono in considerazione il fattore etnico.
Portogallo: situazione simile alla Spagna, dove i dati etnici sono vietati per legge, e autorizzati solo, caso per caso, per studi scientifici.
Italia: per le sue indagini l'Istat usa solo la nazionalità, il ministero degli Interni utilizza i dati etnici per le indagini relative agli autori di reati e di crimini
Germania: si tiene conto solo della nazionalità mentre i dati su religione e origine etnica non sono contemplati dalla legge.
Polonia, R.Ceca e Slovacchia: nessun obbligo di rivelare la propria appartenenza etnica, ma lo si può fare su base volontaria.
Svezia: i Paesi d'origine compaiono nelle statistiche pubbliche relative alla popolazione e all'educazione; quelle concernenti il mercato del lavoro forniscono precisazioni sulle aree d'origine (Asia, Africa, ...) ma non sul Paese né sulla religione.
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