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Notizia
13 gennaio 2009 0:00
La Corte europea ha vietato all'Italia l'espulsione di Amin Mustafa', il curdo iracheno di 30 anni che le autorita' italiane intendono far partire questa sera alla volta dell'Iraq, dove potrebbe rischiare la vita.
Secondo la Corte europea, l'espulsione violerebbe gli art.2 e 3 della Convenzione europea, cioe', rispettivamente, il provvedimento porrebbe Mustafa' a rischio di vita o di torture.
Lo ha reso noto Sandro Clementi che assiste Mustafa' dal punto di vista legale.
L'avvocato sta per notificare il provvedimento europeo al Cpt di via Corelli, a Milano, dove Mustafa' e' rinchiuso.
Il divieto di espulsione 'non e' vincolante - ha spiegato Clementi - ma e' sanzionabile. Gia' in altri due casi l'Italia ha espulso persone nonostante il divieto dell'Europa'.
Mustafa', incarcerato durante il regime di Saddam in quanto oppositore del dittatore, fu riarrestato dai militari statunitensi, perche' ritenuto terrorista, e consegnato alle autorita' italiane in quanto da intercettazioni risultava in rapporto con esponenti islamici ritenuti pericolosi. La Corte di appello di Milano l'ha assolto dall'accusa di terrorismo internazionale ma l'ha condannato a quattro anni per altri reati minori. Pena che Mustafa' ha gia' scontato.
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