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 ITALIA - ITALIA - Corte Costituzionale dice si' a indennita' accompagnamento per immigrati regolari
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Notizia 
31 luglio 2008 0:00
 
E' illegittima la norma che nega l'indennita' di accompagnamento allo straniero, stabilmente e regolarmente in Italia, che non ha carta di soggiorno perche' le sue condizioni di salute lo rendono totalmente inidoneo al lavoro e gli impediscono di produrre un reddito sufficiente per mantenere se stesso e i suoi familiari. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale accogliendo l'eccezione sollevata dal tribunale di Brescia in merito alla controversia tra una cittadina albanese, l'Inps e il ministero delle Finanze.
La donna, sposata e con due figli minorenni e in Italia da piu' di sei anni, nel 2005 aveva fatto domanda per l'indennita' di accompagnamento dopo un incidente stradale che l' aveva ridotta in coma. La richiesta era stata respinta perche' la donna non aveva ottenuto la carta di soggiorno perche' non aveva il requisito del reddito. L'Inps e la Presidenza del Consiglio avevano sostenuto l'inammissibilita' e l'infondatezza della questione. Nel ricordare che l'indennita' di accompagnamento 'rientra tra le provvidenze che devono essere riconosciuti a chiunque, purche' legittimamente presente in modo stabile sul territorio nazionale', la Consulta ha ritenuto la norma contestata 'manifestamente irragionevole' e in contrasto con gli articoli 2 (diritti inviolabili), 3 (principio di uguaglianza), 32 (diritto alla salute) e 38 (diritto all'assistenza sociale) della Costituzione.
I giudici affermano che una volta che il diritto a soggiornare alle condizioni stabilite non sia in discussione 'non si possono discriminare gli stranieri stabilendo nei loro confronti particolari condizioni per il godimento dei diritti fondamentali della persona, riconosciuti invece ai cittadini'. L' indennita' di accompagnamento, sottolinea la sentenza della Consulta 'rientra nelle prestazioni assistenziali e, piu' in generale, anche nella terminologia adottata dalla Corte di Strasburgo, attiene alla 'sicurezza sociale' '. In proposito secondo i giudici la norma contrasta anche con l' art. 10 della Costituzione (la condizione dello straniero e' regolata dalla legge in conformita' delle norme e dei trattati internazionali') perche' rappresenta una discriminazione nei confronti degli stranieri 'legittimamente soggiornanti nel territorio dello Stato'.    
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