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Notizia
24 novembre 2008 0:00
Il Consiglio d'Europa e' molto preoccupato per l'assistenza spesso carente che alcuni paesi riservano ai "boat people" che sbarcano sulle coste europee in cerca di ospitalita' e lavoro o asilo politico. Si lamenta soprattutto una inadeguata attivita' di ricerca e salvataggio dei dispersi che accresce, cosi', i gia' numerosi rischi per i naufraghi e, di conseguenza, il numero dei morti. Nel 2007 sono sbarcate sulle coste italiane, greche, spagnole e maltesi 51 mila persone sopravvissute alla traversata. Del problema si occupera' la prossima settimana la Commissione permanente dell'Assemblea parlamentare, che si riunisce a Madrid il 28 novembre, in occasione del semestre di Presidenza spagnola del Comitato dei Ministri. La discussione vertera' sul minuzioso rapporto del deputato liberale danese Morten Ostergaard, che sara' poi dibattuto a Strasburgo nella sessione assembleare di gennaio. Il Consiglio d'Europa invita i governi dei paesi colpiti dal fenomeno dei flussi migratori a concordare una legislazione comune che garantisca un'accoglienza umana alla povera gente che sbarca con natanti fatiscenti sulle nostre coste dopo un viaggio spericolato, durante il quale sono in tanti a morire. Ma soprattutto si raccomanda ai paesi interessati uno scrupolo maggiore nella ricerca e nel salvataggio dei dispersi, come stabilito dalle convenzioni internazionali, che spesso purtroppo non vengono rispettate.
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