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Usa. Trump e il confine con il Messico
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Comunicato di Primo Mastrantoni
15 novembre 2016 11:26
 
 Nel corso della campagna elettorale per la presidenza degli USA, il candidato Donald Trump, sosteneva la necessità di costruire un muro sul confine messicano per evitare l'afflusso di clandestini latinoamericani o ispanici, che dir si voglia: il rinforzamento del muro già esistente e la costruzione di 2.000 km di nuovo muro, per un costo stimato in 10 miliardi di dollari.
Non so chi se l'e' bevuta perche', a dire il vero,  1.200 km di muro o rete ci sono gia' e risalgono al 1994, quando era presidente Bill Clinton. Fu, anche, proposta una legge sul controllo e sulla sicurezza delle frontiere dal presidente George Bush, che fu approvata dal Senato USA, con il voto favorevole dell'allora senatore Barack Obama. Il neo eletto Trump, sempre in campagna elettorale, promise l'espulsione di 12 milioni di immigrati, oggi ridotti a 2-3 milioni, cioe' quanti ne furono mandati via sotto la presidenza Obama. Il motivo e' evidente: chi fa il lavoro che gli americani non vogliono fare? Gli ispanici, che conviene tenersi, salvo i malviventi.
Un po' di informazione sarebbe necessaria ma, soprattutto, sarebbe indispensabile, per noi italiani, avere informazioni (ahi, ahi!), su quanto promesso dal candidato Trump e quanto fara' il presidente Trump, per ricordare che alle parole dovrebbero corrispondere i fatti (speriamo di no).
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