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IMMIGRAZIONE. Caro Frattini, non basta la repressione per abbattere la clandestinita'
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Comunicato 
19 luglio 2006 0:00
 

Firenze, 19 Luglio 2006. Oggi a Bruxelles il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini propone il metodo duro per combattere l'immigrazione illegale. Si leggono le sue parole sulle agenzie: "Abbiamo bisogno di una lotta contro l'immigrazione illegale rafforzata e più efficiente, fondamentale per la credibilità e la coerenza delle nostre politiche di immigrazione e asilo". In Italia la credibilita' e la coerenza delle recenti politiche migratorie non ha invece alcuna possibilita' di esser difesa con la forza: il nostro sistema immigrazione non puo' che azzerare ogni lotta alla clandestinita', ne e' di fatto la negazione.
Se e' vero che in Italia, con le leggi che abbiamo, un immigrato e' impossibilitato di fatto a sanare la propria posizione lavorativa e di soggiorno, e' anche vero - proprio per questo!- che molti di loro vivono da irregolari in relativa tranquillita' da anni.
Sempre un po' la stessa questione italiana: tanto piu' in ristrettezza e proibizione viene costretto un problema sociale di grandi dimensioni, tanto meno lo si e' in grado di controllare e di fare rispettare. Sembra che Frattini, se pur si appella alla legalita' europea, non fa cenno al caso Italia e ne' si curi di capire che non ci puo' essere legalita' laddove il fenomeno immigrazione non sia compreso nella sua portata storica, governato, non ideologicamente ma pragmaticamente, e non gli si riconosca una certa imprescindibilita' rispetto alle possibilita' limitative delle singole legislazioni nazionali. In poche parole, tanto piu' l'Europa e l'Italia non prenderanno coscienza che la politica intransigente delle frontiere non potra' funzionare fintanto che gli Stati non adegueranno a pieno la domanda di ingresso per lavoro alla offerta sempre crescente, i lavoratori stranieri continueranno la loro migrazione in silenzio e all'ombra. Siamo i primi a chiedere politiche migratorie che si fondino sul rispetto della legge e che mirino alla riduzione del fenomeno della clandestinita'. Ci piacerebbe sentire parole piu' realistiche su come cio' possa avvenire, e cioe' affiancando alla forza dei controlli, canali adeguati di regolarizzazione. Fintanto che in Italia, l'uso repressivo sara' lasciato in mano alle dogane o alle sommarieta' delle ambasciate, non crediamo che si possa aspirare a risolvere il problema.
In Europa, molti Paesi l'hanno gia' capito, altri no. Noi ci aspettiamo che il Governo riformi la legge sull'immigrazione quanto prima, come ha promesso.

Claudia Moretti - Legale Aduc
www.aduc.it/dyn/immigrazione
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