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S.O.S. questure, prefetture, ambasciate, come difendersi di fronte alle ingiustizie e alle illegalita'?
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Articolo di Claudia Moretti
27 dicembre 2006 0:00
 
Potremmo fare un elenco lunghissimo di episodi incresciosi raccontati da chi ci scrive o da chi consulta il nostro servizio nella sede Aduc. Persino chi scrive ha vissuto situazioni spiacevoli, ai limiti della legalita' e del vivere civile. Non e' facile relazionarsi con chi ha fino ad ora tenuto in mano -di fatto e di diritto- le vicende degli stranieri in Italia o di coloro che vorrebbero raggiungere un amico, un parente.
Molti, moltissimi silenzi, attese, settimana dopo settimana di "non e' pronto", partacce urlate di fronte a tutti da parte del personale, rifiuti verbali. Persino davanti ai portoni di ingresso, si e' impediti a presentare domanda di carta o di nulla osta al ricongiungimento familiare o di visto. Fino alla grave prassi degli appuntamenti che rinviano di mesi la presentazione di molte domande allo sportello. ' Come difendersi? Cosa fare sul momento? Cosa fare dopo?' Purtroppo dobbiamo subito ripetere (lo abbiamo gia' scritto altre volte) lo straniero non gode della tutela di cui gode un italiano e tanto meno nei confronti della pubblica amministrazione, dove anche quest'ultimo ha una tutela affievolita. Non se ne vogliono ripetere qui le ragioni, il perche' e il per come, ma semplicemente dare due dritte su come potersi difendere e sentirsi un po' meno.frustrati.

1. Tentare di lasciar traccia scritta di ogni visita alla questura e se possibile recarsi agli sportelli accompagnati.

Puo' sembrare eccessivo, ma spesso capita che si e' vittima di una illegalita' (come quella di non poter entrare o presentare una istanza in orari di apertura al pubblico, cosa che si ha SEMPRE il diritto di fare), che se protratta potrebbe esser fonte di responsabilita' penale per l'incaricato e la sua dirigenza, per omissione di atti del proprio ufficio, ai sensi dell'art. 328 codice penale.
Andare accompagnati significa "registrare" con gli occhi di un testimone l'accaduto e, aver la possibilita' di denunciare, ove capiti, una ripetuta violazione di legge.
Se, pero', o non si e' accompagnati, o anche se lo si fosse non si intenda procedere penalmente, si puo' sempre optare per le seguenti strategie:

2. Chiedere di poter parlare con il superiore.
Spesso non si riesce, a meno che non si sia accompagnati da un legale, pero' vale la pena tentare. Il superiore e' persona che conosce le leggi non solo sull'immigrazione, ma anche quelle che regolano il comportamento della pubblica amministrazione, in particolare la legge 241 del 1990 e anche il codice penale. In caso di fallimento, invece:

3. Scrivere un fax con urgenza seguito da raccomandata ar di messa in mora al dirigente dell'ufficio.
E' sempre la strategia piu' efficace in caso si subiscano comportamenti che non si reputano legittimi. Nell'esempio di prima, quello dell'impossibilita' di presentare un'istanza o in caso si fosse persino mandati via dai locali, si dovra' raccontare al dirigente i fatti puntuali e precisi, avvertire se siano svolti di fronte a testimoni, avvertendo che se risuccedera' o se sara' nuovamente impedito l'accesso o non concesso un immediato appuntamento, si procedera' con l'esposto alla Procura della Repubblica.
La messa in mora e' lo strumento per raccontare i fatti e le illegalita' che si ritiene di aver subito e l'intimazione a non protrarla oltre, o ad adempiere agli atti del proprio ufficio, pena l'azione legale, penale, amministrativa e civile/risarcitoria.

Di seguito riportiamo il modulo generale della messa in mora di Aduc:
clicca qui

E due esempi specifici in materia di immigrazione:

Messa in mora per chiedere la Carta di Soggiorno in caso di impossibilita' a presentare domanda allo sportello:
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Messa in mora per chiedere il rilascio del nulla osta al ricongiungimento familiare allo Sportello Unico in caso di impossibilita' a presentare domanda allo sportello:
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