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Primo "compleanno" del decreto flussi 2006. Bilancio
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Articolo di Emmanuela Bertucci
14 marzo 2007 0:00
 
In questa settimana sono stati pubblicati anche i primi dati ufficiali sull'avanzamento delle pratiche relative al decreto flussi 2006 e il disegno di legge delega al Governo per la riforma della Bossi-Fini. Il Ministero dell'Interno rendo noto che il 45% delle domande presentate in base ai flussi 2006 e' stato esaminato. Dopo un anno (dal 14 marzo 2006), meno della meta' delle domande ha trovato risposta. Ed il Ministero si rallegra, perche' l'assunzione di personale a tempo ha velocizzato le procedure...
Almeno 3 su cinque delle domande presentate riguardavano persone gia' presenti sul territorio italiano. Che, quand'anche ottenessero il nulla osta, non ne usufruirebbero perche' dovranno tornare nel proprio Paese e ritirare il visto di ingresso presso le ambasciate italiane. Come tornare nel proprio Paese senza ricevere un'espulsione?
Avranno forse qualche possibilita' gli extracomunitari dell'est europeo, che potranno tentare di eludere i controlli di frontiera viaggiando in auto o in pullman; non sara' di certo cosi' per africani, sudamericani e asiatici, che per tornare a casa devono comprare un biglietto aereo, passare il controllo all'aeroporto e li', ricevere un'espulsione che invalidera' tutto il percorso e le speranze che finora li hanno sostenuti.
Il Governo ne e' al corrente? Sa che alla fine buona parte del lavoro che ha tenuto impegnati gli Sportelli Unici per un anno (finora!) e chissa' per quanto altro tempo ancora, con assunzione di personale interinale per far fronte all'emergenza, sara' inutile?
Dopo un anno dalla richiesta, parte dei datori di lavoro ha dovuto provvedere altrimenti, rinunciando seppur non ancora formalmente, alla domanda all'epoca presentata, e dunque non utilizzera' il nulla osta. Lo sa il Governo?
I datori di lavoro ancora in attesa di risposta continueranno ad attendere, nelle ottimistiche previsioni del Ministero dell'Interno fino a luglio, piu' realisticamente ipotizziamo per un altro anno. Ottenuto il nulla osta, la procedura sara' di competenza delle ambasciate, che dovranno fare i loro controlli e rilasciare un visto di ingresso con una tempistica tutt'altro che celere. Secondo una stima ottimistica, il datore di lavoro potra' assumere il lavoratore straniero dopo oltre due anni dalla richiesta. Lo sa il Governo?
E sa il Governo che stando cosi' le cose e' inutile pubblicare un decreto flussi 2007
, poiche' le domande saranno presentate per l'assunzione degli stessi lavoratori che hanno gia' presentato domanda nel 2006 e che attendono ancora una risposta?

Ci vuole coraggio
Non bastano i tamponi di emergenza, come la tournee' del Ministro della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero, in giro per l'Italia per "scoprire" cosa succede nel pianeta immigrazione; non basta una direttiva del Presidente del consiglio che autorizza il lavoro anche in attesa del primo permesso; non basta il decreto flussi bis, che poi non si sa gestire, e che non risolve il problema di chi e' presente in Italia, lavora, ma non ha il permesso; non basta annunciare la riforma del settore, che dovrebbe cancellare le mostruosita' della Bossi-Fini e poi di fatto ne e' una replica quasi pedissequa in tema di ingresso e che, per inciso, avra' luce solo verso la fine del 2008, sempre che il Governo sopravviva fino a quella data.
Ci vuole coraggio. Di ammettere che l'immigrazione non e' un'emergenza continua, ma un fenomeno strutturale. Di ammettere che l'irregolarita' ha la propria causa nella attuale legislazione. Di ammettere che il meccanismo dei flussi ha fallito.
E quindi di abolire un meccanismo che non raggiunge gli scopi che si e' preposto, ampliando quanto piu' possibile la sponsorizzazione e l'autosponsorizzazione per venire in Italia in cerca di lavoro, concedendo su questa base un permesso di soggiorno temporaneo che verra' rinnovato solo a contratto stipulato. In questo modo tutti i soldi risparmiati dall'inutile baraccone dei flussi, dagli inutili processi penali per trattenimento sul territorio italiano a seguito di espulsione, potrebbero essere utilizzati per attuarle immediatamente quelle espulsioni; potrebbero essere convogliati per acquistare una flotta aerea che sia sempre a disposizione delle forze dell'ordine per eseguire le espulsioni coattive.
Porte aperte e permesso di soggiorno per chi vuole lavorare e per chi trova lavoro. Se a fronte di questa possibilita' si decide (perche' a questo punto sarebbe una decisione e non una costrizione) nell'illegalita', espulsione immediata.
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