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Pregiudizi in Germania: la vostra povertà mi disgusta
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Articolo di Redazione
8 dicembre 2010 14:29
 
Malumore nazionale, con i ricchi che disprezzano i poveri. Ma anche le donne, gli immigrati e in generale chi la pensa in altro modo. Lo dice una ricerca di lungo corso.

Da nove anni Wilhelm Heitmeyer analizza gli umori della società tedesca e quest'anno ha notato un cambiamento. Il professore di pedagogia all'Università di Bielefeld è interessato a capire come la società tratta le sue componenti più deboli; se denigra i disabili, i senza fissa dimora, gli immigrati, i disoccupati; se li discrimina o li espone ad aggressioni. L'indagine si concluderà nel 2011, ma il professore ha già presentato i primi risultati il 3 dicembre a Berlino.
Come la pensano i tedeschi
Secondo il professore, il suo è il progetto scientifico più ampio esistente di studio sui pregiudizi. Come ogni anno, Heitmeyer e 20 suoi colleghi nella primavera scorsa hanno telefonato a 2000 persone ponendo queste domande: se in Germania vivono troppi stranieri e se i nuovi arrivati debbano accontentarsi con meno. Che le risposte affermative siano molte non stupisce da tempo il ricercatore. Ma una cosa sì: le opinioni negative sulle fasce deboli sono decisamente aumentate tra coloro che guadagnano bene.
Una borghesia rozza
Nella ricerca, le persone oggetto di scarsa considerazione sono state suddivise in tre gruppi: quelli che sono più soggetti di prima alla violenza; coloro per cui non è cambiato nulla; coloro che hanno subito meno angherie.
Il primo gruppo include quasi tutti quelli che arrivano in Germania per la prima volta, e più in generale i musulmani. Quasi il 65% degli intervistati condivide questo concetto: "Chi è nuovo in un posto, inizialmente deve accontentarsi con meno" -è l'11% in più rispetto a un anno fa. Circa il 39% dice di sentirsi a volte straniero in patria "con tutti questi musulmani" -è il 7% in più.
Heitmeyer ha suddiviso i cittadini in base a quattro fasce di reddito; il gruppo superiore parte da un'entrata netta di 2.600 euro. Egli dice che l'ostilità verso l'Islam e per i privilegi di chi risiede in Germania da tempo "cresce particolarmente" tra i più ricchi. Non solo. Anche l'ostilità in generale -il razzismo, il sessimo, il disprezzo verso i disoccupati cronici- tra questi cittadini è più marcata di prima, mentre è stabile tra chi guadagna meno.
Questa tendenza ha una spiegazione, e ha dei lati abbastanza preoccupanti. Heitmeyer sostiene che per anni i più ricchi hanno badato unicamente a migliorare il proprio status, e che per vari decenni la cosa ha funzionato. Poi, con la crisi economica e finanziaria, molti hanno scoperto che anche per loro la situazione poteva precipitare molto in fretta, e hanno reagito guardando ai più deboli come a possibili concorrenti, in grado di portargli via i beni o con cui doverli spartire.
Il professore parla di un "freddo gergo del disprezzo" che si è fatto strada tra le élites, di "borghesia rozza" -e non lo tranquillizza sapere che il sondaggio telefonico è stato fatto prima del "cessato allarme" nel mercato del lavoro, o che ora, a dicembre, forse troverebbe più tolleranza e serenità. Ciò che fa paura è constatare come la tolleranza cessi appena qualcuno veda il proprio status anche solo minacciato.
Un disastro per la comunità democratica
Altre osservazioni confermano queste analisi. La maggioranza dei tedeschi punta alla redistribuzione secondo le prestazioni o il bisogno (minimo); ciò vuol dire che chi condivide il principio del merito denigra i gruppi cui è attribuita incapacità o scarsa volontà di operare: gli immigrati, i disoccupati di lungo corso, i senzatetto. Ancora: chi si sente minacciato dalla crisi non tiene in gran conto la politica. Che il 47% di coloro che si trovano in questa condizione giudichi insensato impegnarsi in politica "è un disastro per la comunità democratica", afferma Heitmeyer; soprattutto constata che uno su cinque esprime un populismo di destra, e anche qui si nota una forte crescita tra i più benestanti.
Viceversa, rispetto a xenofobia e razzismo, i ricercatori non hanno notato incrementi. Sessismo e omofobia sono addirittura diminuiti. Anche qui Heitmeyer ha una sua spiegazione ed è che la società fa pure dei passi avanti. E che se qualcuno li prende ancora in giro, gli omosessuali non sono però più visti come dei "concorrenti".

(articolo di Detlef Esslinger, pubblicato sul quotidiano Sueddeutsche Zeitung del 4-12-2010. Traduzione di Rosa a Marca)
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