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La Francia di Sarkozy, le promesse di Amato-Ferrero e l'Italia di Bossi-Fini
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Articolo di Claudia Moretti
2 maggio 2008 0:00
 
E' di qualche giorno fa l'apertura del Governo francese ad una possibile regolarizzazione di immigrati "caso per caso", forse sollecitata da uno sciopero dei sans papiers (clandestini). Prendiamo spunto da questa notizia per qualche amara riflessione sulla situazione italiana.
Esiste nella normativa della Francia un articolo che consente in particolari circostanze di sanare la propria irregolarita' sul territorio se si e' clandestini impegnati in settori dove e' carenza di manodopera e a fronte di una ferma richiesta del datore di lavoro. Si tratta di una nuova disposizione introdotta lo scorso anno per far emergere dal lavoro nero situazioni particolari che, in assenza di un meccanismo sanante, sarebbero destinate a rimanere nell'ombra e nell' illegalita'.
Una tale previsione normativa, che pur appare poca cosa rispetto a quanto a nostro avviso parrebbe necessario nel regolare i flussi di stranieri extracomunitari, rappresenta un esempio di come una buona gestione del fenomeno immigratorio possa affrontare casi particolari con pragmatismo e buon senso, senza che necessariamente vengano meno le scelte politiche poste alla base della normativa. E stiamo parlando pur sempre di Francia, un Paese non certo fra i piu' "morbidi" in materia immigratoria!
Abbiamo spesso suggerito altrettanto approccio ai nostri Governi, ma ad oggi, e dopo l'esito elettorale, non ci possiamo certo aspettare nulla di nuovo o di diverso, l'impianto normativo della "Turco-Napolitano-Bossi-Fini" ha prodotto molta irregolarita', molta criminalita' indotta, un po' di regolarita' a singhiozzo dovuta alle quadriennali sanatorie di inizio legislatura, e pochissima regolarita' con i flussi di ingresso per lavoro.
Abbiamo suggerito, e continuiamo a farlo, un meccanismo di ingresso a "flusso continuo" come vi e' in altri Paesi europei, che permetta, ogni momento dell'anno, ad un datore di lavoro di assumere un cittadino extracomunitario, senza attendere quella vera e propria lotteria annuale che e' il decreto flussi. Decreto flussi che si sussegue di anno in anno, senza che possa rispondere in minima parte alle esigenze di chi cerca manodopera straniera: in esso non si riflettono mai cifre e numeri reali ed attinenti al fenomeno. Da ormai quasi vent'anni, gli unici atti di verita' in materia immigratoria consistono in ampie sanatorie ove tutto quanto legiferato e sbandieriato a destra e manca nelle leggi e nei programmi elettorali, viene "derogato" (chissa' perche'?) e rinnegato. Chi ha la fortuna di trovarsi in quel momento in Italia prende quello che dovrebbe soprannominarsi "il permesso di soggiorno caduto dal cielo".
Neppure il governo del centro sinistra, che pur si e' mostrato moderatamente piu' illuminato, almeno a parole, ha cambiato la situazione. Le promesse del governo Prodi sono naufragate ben prima del naufragio della legislatura, con un disegno di legge assai inadeguato e in piena linea con il passato (si pensi all'orripilante proposta dei flussi triennali...). Ne' hanno mai trovato serio ascolto le proposte ventilate dall'ex ministro Ferrero sull'introduzione di possibili meccanismi sananti "caso per caso", quale quello francese, in particolare quello volto a regolarizzare i clandestini vittime di sfruttamento sul lavoro. E forse perche' riflette ed e' espressione piu' che altro di un conflitto sociale caro al proprio partito.
E' evidente che in Italia, ancora e trasversalmente, domina la polita dei proclama, della lotta al clandestino, degli Alemanno che minacciano di debellare il fenomeno dei Rom, o di chi pensa di combattere l'immigrazione a colpi di sentenze penali. Tutti pero', piu' o meno complici, e di certo consapevoli che non solo il problema clandestinita' non e' cosi' risolto, ma si fonda anche proprio sullo sbarramento - ottuso e ipocrita - del numero massimo degli ingressi annuali. 
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